Lettera 1338 pubblicata il 4 marzo 2026

IL MOVIMENTO TRADIZIONALE

È UNA REALTÀ OBIETTIVA

INNEGABILE NELLA CHIESA



232ª SETTIMANA: LE SENTINELLE CONTINUANO LA LORO PREGHIERA
PER LA DIFESA DELLA MESSA TRADIZIONALE
DAVANTI ALL'ARCIDIOCESI DI PARIGI
Nella sua risposta del 18 febbraio al Cardinale Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, Padre Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, gli ha detto: « In quanto cardinale e vescovo, Lei è anzitutto un pastore: mi permetta di rivolgermi a Lei a questo titolo. La Fraternità è una realtà oggettiva: essa esiste. Per questo, nel corso degli anni, i Sommi Pontefici hanno preso atto di questa esistenza e, con atti concreti e significativi, hanno riconosciuto il valore del bene che essa può compiere, nonostante la sua situazione canonica. È per questo che oggi ci parliamo.Questa stessa Fraternità Le chiede unicamente di poter continuare a compiere lo stesso bene per le anime alle quali amministra i santi sacramenti.»

Questo è esattamente ciò che potrebbero dire alle autorità romane tutti i sacerdoti diocesani, religiosi, ex-Ecclesia Dei, parrocchie, comunità, cappelle, scuole, movimenti e organizzazioni di tutto il mondo impegnati nella liturgia tradizionale. Il mondo tradizionale è una realtà oggettiva: esiste. Porta frutti missionari e vocazionali in termini di sacerdoti e religiosi. E suore! Infatti, le congregazioni religiose femminili, che stanno vivendo ovunque un declino catastrofico o addirittura la scomparsa, sono circa una ventina all'interno della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e dei gruppi ex-Ecclesia Dei.

L'intero movimento tradizionale rappresenta, di fatto, il segmento più giovane della Chiesa in Occidente. Questo universo San Pio V è una comunità di famiglie praticanti (la frequenza domenicale, a differenza di quella dei parrocchiani ordinari, è regolare e costante), spesso famiglie numerose, che formano un ambiente dinamico, soprattutto per quanto concerne la fondazione e gestione di scuole indipendenti, che richiedono un impegno molto significativo e militante e notevoli sacrifici finanziari. Queste scuole indipendenti, in armonia con un ambiente familiare adatto che le sostengono, hanno poi per complemento vari movimenti giovanili e attività spirituali (Scoutismo, MJCF, Rassemblement des Jeunes Catholiques, Domus Christiani, ritiri spirituali, pellegrinaggi), e sono la principale fonte di vocazioni, proprio come lo erano in passato le scuole religiose. A parità di condizioni – e le cose sono considerevolmente più efficaci nel contesto San Pio V – le scuole indipendenti svolgono un ruolo simile a quello dello Scoutismo (Scout d'Europa e Scouts Unitaires de France) nel contesto Paolo VI.

E mentre la resistenza tradizionale alle innovazioni liturgiche risale a più di cinquant'anni fa, la nuova generazione di sacerdoti e parrocchiani sta lasciando il suo segno all’abbracciare i social media come piattaforma di informazione, spiegazione ed evangelizzazione.

I pellegrinaggi tradizionali, in primo luogo il Pellegrinaggio della Cristianità a Chartres, ma anche tutti i pellegrinaggi nazionali e regionali che si stanno moltiplicando (Nosto Fé a Saint-Maximin, Feiz e Breizh a Sainte-Anne-d'Auray, Arresbatir a Lourdes, Nostra Signora della Cristianità a Covadonga in Spagna, a Nostra Signora di Luján in Argentina, il pellegrinaggio della FSSPX a Lourdes, ecc.) e il pellegrinaggio Summorum Pontificum a Roma, sono una pia e straordinaria testimonianza della vitalità e del fascino della liturgia tradizionale. "La liturgia tradizionale è una malattia contagiosa", ha commentato un vescovo a metà strada tra l’infastidito e l’ammirativo.

Questo mondo tradizionale, con tutte le sue diverse tendenze, non chiede altro che continuare a vivere e crescere. C'è qualcosa di strano, qualcosa che non può venire da Dio, nella determinazione degli ecclesiastici che, in un mondo estremamente secolarizzato, insistono in cercare di eliminare, o almeno ostacolare il più possibile, questo bene spirituale. "Mi sembra", scrisse Padre Pagliarani al Cardinale Fernández, "che l’unico punto sul quale possiamo incontrarci sia quello della carità verso le anime e verso la Chiesa". Ma in nome di cosa potrebbero i pastori autentici, che normalmente sarebbero preoccupati della salvezza delle anime e non dell'ideologia, cercare di impedire all'intero mondo tradizionale di vivere e svilupparsi?

“Possiamo essere d’accordo su un punto ", continuava Davide Pagliarani: "Nessuno di noi desidera riaprire ferite. […] Sottolineo soltanto che, nella situazione presente, l’unica via realmente praticabile è quella della carità." Quante volte, infatti, dobbiamo ripetere che non desideriamo altro che la pace liturgica?

E in ogni caso, i divieti, i permessi concessi con grande parsimonia, le varie forme di vessazione, la soppressione di luoghi di culto eccessivamente visibili e fiorenti, la sospensione delle cresime tradizionali, il licenziamento di sacerdoti provenienti da comunità ex-ED, la rimozione dal servizio di sacerdoti diocesani tradizionali, il blocco delle ordinazioni tradizionali, il divieto di battesimi e matrimoni nel rito tradizionale, le manovre furiose del vescovo X e del vescovo Z contro le comunità ex-ED: tutto questo non cambierà nulla; al contrario, questa realtà non scomparirà. Continuerà a esistere e anzi crescerà. Traditionis Custodes intendeva chiudere una parentesi; ma alla fine, Traditionis Custodes non sarà stata altro che una parentesi.

Nel frattempo, le nostre sentinelle parigine, instancabili nella preghiera per le strade della capitale, illustrano bene le parole di Gesù in Luca 11:11: " se al padre domanda un figliuolo tra voi del pane, gli darà egli un sasso? E se un pesce: gli darà egli forse in cambio del pesce una serpe? " Pregano incessantemente il rosario a 10 rue du Cloître-Notre-Dame, dal lunedì al venerdì, dalle 13:00 alle 13:30, a Saint-Georges de La Villette, 114 avenue Simon Bolivar, il mercoledì e il venerdì alle 17:00, davanti a Notre-Dame du Travail, la domenica alle 18:15.