Lettera 1344 pubblicata il 18 marzo 2026

IL PAPA SI STA INFORMANDO

SUI FEDELI LEGATI ALLA LITURGIA TRADIZIONALE

E AVRÀ COMPRESO CHE SI ASPETTANO UN PADRE?



234ª SETTIMANA: LE SENTINELLE CONTINUANO LA LORO PREGHIERA
PER LA DIFESA DELLA MESSA TRADIZIONALE
DAVANTI ALL'ARCIDIOCESI DI PARIGI

Come sappiamo, Papa Leone XIV conosce poco o quasi nulla di questa parte della Chiesa che richiede la celebrazione della liturgia tradizionale. Diversi piccoli segnali indicano addirittura che potrebbe guardarla con un certo sospetto. Si dice, ad esempio, che abbia visto l'enorme attenzione mediatica riservata alla Messa celebrata nella Basilica di San Pietro a Roma dal Cardinale Burke come una "strumentalizzazione". E ora, l'annuncio delle consacrazioni dei vescovi da parte e per la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha profondamente turbato il suo desiderio di portare la pace nella Chiesa.

Tuttavia, Leone XIV è innegabilmente un uomo di ascolto attento e sincero. E agisce lentamente, molto lentamente, al punto che a volte si potrebbe avere l'impressione che non stia facendo nulla. In realtà, vuole semplicemente agire con piena conoscenza dei fatti. E in questo senso, ha ricevuto il Cardinale Burke, il Cardinale Sarah e il Vescovo Schneider, che gli hanno parlato del disagio provato da coloro che adesso partecipano alla Messa tradizionale in latino sotto la legislazione della Traditionis Custodes.

Recentemente, il 5 marzo, ha anche concesso un’udienza privata a due eminenti sociologi di lingua inglese le cui ricerche si vengono concentrando sulle comunità legate alla Messa tridentina: i professori Stephen Bullivant e Stephen Cranney. Si tratta infatti di due studiosi rinomati nel mondo anglofono per il loro lavoro sociologico sui cattolici tridentini. Stephen Bullivant, professore di Teologia e Sociologia della Religione e direttore del Benedict XVI Centre for Religion and Society presso la St. Mary's University di Londra, frequenta la Messa tradizionale in latino. Stephen Cranney è un data scientist americano con dottorati in demografia e sociologia, nonché ricercatore presso l'Institute for the Study of Religion della Baylor University. I due ricercatori lavorano con i cattolici che frequentano la liturgia tradizionale negli Stati Uniti e il loro prossimo libro, Trads: Latin Mass Catholics in the United States, sarà pubblicato a novembre e si verrà presentato come un'analisi sociologica completa di questa comunità.

In uno studio condotto nel 2023 e pubblicato nel 2024, avevano già osservato che circa la metà dei cattolici intervistati aveva espresso interesse a partecipare alla Messa secondo il rito romano tradizionale (allineandosi dunque con i risultati di ripetuti sondaggi che già erano stati precedentemente riportati da Paix Liturgique!). Avevano inoltre evidenziato che i cattolici tridentini sono significativamente più giovani dei cattolici "ordinari": il 44% dei fedeli tridentini di pratica abituale ha meno di 45 anni, rispetto a solo il 20% dei fedeli "ordinari".

Secondo l'analisi di questo sondaggio, sembra che i fedeli tridentini si concentrino molto di più sulla liturgia che sul Concilio. Inoltre, tra loro c'è un forte consenso su questioni relative alla morale familiare: l'85% ritiene che l'aborto debba essere illegale in ogni circostanza. Politicamente, il 77% di loro negli Stati Uniti vota per il Partito Repubblicano. Sebbene soffrano molto per le restrizioni imposte alla liturgia tradizionale, il 95% riconosce formalmente l'autorità del Papa e concorda con l'affermazione: "Credo che il Papa sia il Vicario di Gesù Cristo". Si presume che il dialogo tra questi anglofoni e il Papa, originario di Chicago, sia stato facile, soprattutto perché le conclusioni di entrambi gli accademici avranno probabilmente rassicurato il Pontefice. Il personaggio propulsore di questa iniziativa sociologica, e presumibilmente della richiesta di udienza papale, sembra essere Bullivant, che ha una profonda conoscenza dell'argomento, sebbene sia chiaro che lo affronti dal suo punto di vista personale. È l'autore di Mass Exodus: Catholic Disaffiliation in Britain and America since Vatican II (OUP, 2019) - Esodo di massa: la disaffezione dei cattolici in Gran Bretagna e in America dopo il Concilio Vaticano II, un'opera in cui mette in luce la profonda disillusione seguita al Concilio Vaticano II e alla riforma liturgica, al punto che oggi, negli Stati Uniti, solo il 15% dei cattolici – il 13% in Gran Bretagna – partecipa alla Messa ogni domenica, e il 35% – il 37% in Gran Bretagna – non indica più nemmeno la propria appartenenza alla confessione cattolica nei sondaggi. Nel libro, ipotizza inoltre che il Concilio Vaticano II non sia la causa della crisi del cattolicesimo, bensì il segreto del suo declino meno marcato rispetto ad altre confessioni, un'idea che senza dubbio ha confortato il Papa quando lo ha ricevuto, pur non essendo del tutto convincente.

È molto auspicabile che il Papa possa proseguire questa sua indagine e ricevere non solo prelati e sociologi, ma anche direttamente cattolici tradizionalisti. Il problema, sin dalle dimissioni di Benedetto XVI nel 2013, è il venir meno di ogni comunicazione tra la base– i fedeli che frequentano la Messa tradizionale in latino – e il topo – il Papa e gli organi che lo rappresentano – per cui i laici non hanno più i mezzi per farsi ascoltare, per farsi conoscere, per spiegarsi direttamente.

Papa Prevost, quando era vescovo del Perù, mostrò grande empatia per i più poveri del suo gregge. Ora si spera che si comporti da pastore e padre anche per queste altre pecore tanto maltrattate: i fedeli tridentini e tutti coloro che non vorrebbero che esserlo, se solo li venisse data la possibilità.

Anche le sentinelle parigine sono tra queste pecore, e sperano, in particolare, che il prossimo pastore nominato a Parigi, dopo che l'arcivescovo Ulrich si retiri, sia molto semplicemente una figura paterna. Questa è una delle loro intenzioni di preghiera quando recitano i loro rosari in rue du Cloître-Notre-Dame, numero 10, dal lunedì al venerdì, dalle 13:00 alle 13:30, presso Saint-Georges de La Villette, 114 avenue Simon Bolivar, il mercoledì e il venerdì alle 17:00, davanti a Notre-Dame du Travail, la domenica alle 18:15.